FAQ

Il rame e le sue leghe

Il rame è un elemento essenziale per la vita di piante e animali. È anche un metallo industriale che possiede eccezionali proprietà di scambio termico e conduttività elettrica. È facile da lavorare e con l’aggiunta di altri metalli può formare leghe aventi notevoli caratteristiche tecniche. Questo rende il rame estremamente utile in moltissime applicazioni civili ed industriali.

In natura il rame si trova sotto forma di minerale, successivamente raffinato. Le miniere si sono sparse in tutto il mondo ed i maggiori paesi estrattori sono il Cile, gli Stati Uniti, il Perù, l’Australia, la Polonia e la Russia.

Sì. Il rame è uno dei pochi materiali che possono essere continuamente riciclati mantenendo costanti le loro caratteristiche fisiche e tecnologiche originali. Nel 2009 il 34% circa della domanda mondiale di rame è stata soddisfatta dal riciclo. Si stima inoltre che la maggior parte del rame estratto fin dall’antichità sia tuttora in circolazione. Il rame riciclato arriva da rottami e da pezzi al termine della loro vita utile (fili elettrici, tubazioni, avvolgimenti di motori, componenti elettrici ed elettronici, monete, ecc.), oppure da sfridi e ritagli recuperati nel corso del processo produttivo dei semilavorati (asportazione di trucioli da rubinetteria e valvolame, tranciatura del nastro per le monete, ecc.).

Sì, anche nel cibo. Il rame è necessario per il nostro metabolismo e deve essere presente nella nostra dieta. In particolare, è contenuto nei frutti di mare, in carni rosse, nei cereali, nei cioccolato, nella frutta secca.

Si parla di leghe quando ad un metallo si aggiungono uno o più elementi, per ottenere un nuovo materiale con caratteristiche diverse da quelle dei singoli costituenti originali. La proporzione tra rame ed elemento aggiunto varia a seconda delle proprietà che si desidera conferire alla lega. Esempi di leghe di rame sono il bronzo e l’ottone.

PROPRIETÀ ANTIBATTERICHE

Si intende la capacità di inattivare o eliminare non solo i batteri ma anche i microbi, le muffe, i funghi e i virus.

Sì, e sono state sfruttate dall’uomo fin dall’antichità. Queste proprietà sono state dimostrate da diverse ricerche scientifiche condotte negli ultimi decenni.

Nella letteratura scientifica citata dall’ICA è menzionata la capacità del rame di inattivare o eliminare diversi tipi di batteri, funghi e virus nocivi fra i quali:

• Acinetobacter baumannii
• Adenovirus
• Aspergillus niger
• Candida albicans
• Campylobacter jejuni
• Clostridium difficile
• Enterobacter aerogenes
• Escherichia coli (ceppo O157:H7)
• Helicobacter pylori
• Influenza A (H1N1)
• Legionella pneumophilia
• Listeria monocytogenes
• MRSA (con E-MRSA)
• Poliovirus
• Pseudomonas aeruginosa
• Salmonella enteriditis
• Staphylococcus aureus
• Bacilli della tubercolosi
• VRE (enterococcus resistente alla Vancomicina)

Relativamente ai virus una pubblicazione scientifica del 2015 a cura del prof. Keevil e della dott. Warnes della University of Southampton (UK) ha evidenziato che il rame può efficacemente aiutare a prevenire la diffusione di virus respiratori.

Nella trasmissione uomo-uomo le infezioni possono essere contratte toccando superfici contaminate da goccioline respiratorie da individui infetti, o con il contatto manuale, portando così ad una diffusione più ampia e più rapida.

I ricercatori inglesi, riprendendo una ricerca apparsa sul Journal of the American Society for Microbiology, hanno evidenziato che sul rame e una gamma di leghe di rame collettivamente chiamati “rame antibatterico” il virus è stato rapidamente inattivato (in pochi minuti per la contaminazione simulata attraverso il contatto con le dita). L’esposizione al rame ha distrutto completamente e definitivamente il virus, portando i ricercatori ad affermare che le superfici in rame hanno proprietà antibatteriche che potrebbero essere utilizzate negli spazi comuni e affollati per contribuire a ridurre la diffusione dei virus respiratori e proteggere la salute pubblica.

Per i ricercatori la rapida inattivazione e la distruzione irreversibile del virus osservata sul rame e sulle superfici in rame e leghe di rame suggerisce che l'incorporazione del rame e delle leghe di rame nelle superfici che vengono a contatto con le mani, in combinazione con efficaci pratiche di igiene e pulizia delle stesse, possono aiutare a controllare la trasmissione di questi virus.

No, anche le sue leghe. Sono state effettuate prove su rame puro, leghe ad alto contenuto di rame, bronzi, ottoni, cupronickel e leghe rame-nickel-zinco. Più è alto il contento di rame, tanto più la lega agisce velocemente; in generale una lega con il 60% o più di rame possiede una buona efficacia antibatterica.

La temperatura, la concentrazione di rame e il tipo di microorganismo che ne è a contatto. Gli studi dimostrano che il rame è un antibatterico igienico ed efficace contro i microorganismi patogeni in vari ambienti.

No. Le proprietà antibatteriche del rame sono intrinseche al rame stesso, pertanto, se si vuole mantenerle, gli oggetti in lega di rame non devono venire trattati con cere, lacche, vernici o altri rivestimenti.

Sì, le superfici in rame, bronzo e ottone sono sicure. L’industria del rame ha iniziato nel 2000 una “valutazione volontaria del rischio” (Voluntary Risk Assestment, VRA). Tutto il processo di valutazione è stato concordato con l’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) poiché l’Italia era il paese a ciò incaricato dalla Commissione Europea e dagli stati membri. Fra i risultati dello studio, approvato nel 2008 dalla Commissione Europea, vi è l’affermazione che l’uso dei prodotti di rame è in generale sicuro per la salute dell’ambiente e dei cittadini europei.

COME AGISCE IL RAME?

Il rame è un nutriente essenziale sia per gli esseri umani che per i batteri, ma in alte dosi, gli ioni rame possono causare una serie di eventi negativi per la cellula batterica. L’esatto meccanismo non è ancora chiaro, ma ci sono molte teorie in proposito.

Tra queste:

• la perdita di potassio o glutammato attraverso la membrana esterna del batterio;
• l’interferenza nell’equilibrio osmotico;
• il legame con proteine che non richiedono ioni rame;
• lo stress ossidativo attraverso la generazione di perossido d’idrogeno.

Secondo l’ICA i test di laboratorio hanno dimostrato che il 99,9% dell’MRSA (infezione batterica da stafilococco) viene eliminato in meno di due ore in condizioni umide. Altre ricerche hanno evidenziato che in condizioni secche, come potrebbe essere un tocco, 10 milioni di VRE (infezione batterica da enterococco) sono stati eliminati in meno 10 minuti.

No, secondo le ricerche citate dall’ICA gli effetti antibatterici del rame cominciano subito. Ciò in quanto la tempistica sopraddetta è relativa a ricerche condotte in condizioni controllate e riproducibili in laboratorio e quindi indicano tempi di eliminazioni dei batteri in un determinato set di condizioni. In questi test viene usata una quantità di batteri di molti ordini di grandezza superiore a quella che si incontra nelle reali condizioni cliniche. Quando i test sono stati ripetuti con minori quantità di batteri, la loro completa eliminazione è avvenuta in tempo più breve, soli 15 minuti nel caso dell’MRSA.

É estremamente improbabile, per tre ragioni:

• il rame è da sempre presente in natura nella crosta terrestre e finora non è mai stato trovato alcun organismo resistente. Organismi che tollerano il rame esistono, ma perfino questi muoiono a seguito del contatto con superfici in rame.
• Il rame interagisce col microorganismo in maniera non specifica su un singolo recettore, ma attraverso diverse “strade”.
• I microorganismi muoiono prima di potersi riprodurre, così non possono trasmettere materiale genetico che permette un’evoluzione e lo sviluppo di resistenza.

La risposta è positiva. L’ICA afferma che i test clinici hanno dimostrato che le superfici in rame sono state meno “contaminate” dai batteri rispetto a quelle dei materiali convenzionali. I test sono stati eseguiti in strutture ospedaliere situate in diversi Paesi.
Nell’ottobre 2008 in occasione della “Interscience Conference on Antimicrobial Agents and Chemotherapy” è stato presentato il risultato del test eseguito presso il Selly Oak Hospital di Birmingham (UK) che ha evidenziato che il rame è antibatterico anche in una vera corsia d’ospedale. E’ stata infatti verificata una riduzione del 90-100% del numero dei batteri rispetto alle superfici dei materiali convenzionali.
Risultati analoghi sono stati ottenuti anche in altri test clinici condotti in ospedali degli Stati Uniti. Presso il Medical University of South Carolina, il Sloan-Kettering Cancer Center e il Ralph Johnson Veterans Affair Medical Center sono state esaminate, in ciascuna struttura ospedaliera, sedici stanze di degenza di cui otto dotate di sponde dei letti, tavolini mobili, braccioli delle sedie per i visitatori, pulsanti di chiamata, monitor e piantane porta flebo con superfici in rame e le altre otto dotate degli stessi accessori con superfici in materiale “comune”. Ebbene il risultato del test ha evidenziato che nelle otto stanze di degenza con superfici in rame il carico batterico ha subito mediamente una riduzione del 97%.
La statunitense Environmental Protection Agency (EPA) ha riconosciuto al rame, e sue leghe come ottoni e bronzi, proprietà antibatteriche che contribuiscono alla salvaguardia della salute umana.

Analoghi test clinici sono stati svolti, o sono in corso di svolgimento, in Francia, Germania, Spagna, Finlandia, Grecia, Giappone, Cina e Sud Africa.

APPLICAZIONI

Oltre che nelle strutture sanitarie, il rame e le sue leghe possono essere utilizzati per le superfici che vengono toccate di frequente presenti ad esempio nelle palestre, scuole, mezzi di trasporto, uffici ed edifici pubblici. Alcuni asili e scuole in Giappone ed in Grecia hanno recentemente scelto oggetti con superfici in rame. Una nuova stazione della metropolitana di Santiago del Cile è stata dotata di corrimano in ottone.

Come evidenziato dai test clinici eseguiti negli ospedali americani citati dall’ICA, l’utilizzo del rame e delle leghe di rame per le superfici che vengono toccate di frequente dalle persone (pensiamo a maniglie, sponde dei letti, corrimano, rubinetti, interruttori, ecc.) può aiutare a diminuire il numero dei batteri e conseguentemente il rischio di infezioni. Le superfici antibatteriche in rame e sue leghe hanno mostrato di poter ridurre la contaminazione batterica diventando una utile misura supplementare per aumentare l’igiene.

Sì, i prodotti in lega di rame devono essere puliti, come del resto tutti gli altri oggetti che vengono toccati spesso, per rimuovere la sporcizia che impedisce il contatto con la superficie antibatterica di rame. La frequente e costante pulizia del prodotto in rame è una pratica necessaria per l’efficacia della sua proprietà antibatterica.
Le pratiche igieniche prescrivono la pulizia come “prima linea di difesa” non solo per le superfici di contatto, ma anche attraverso il semplice lavarsi le mani. Le superfici in rame e sue leghe si aggiungono ma non si sostituiscono alle comuni pratiche di igiene indicate dalla comunità medico scientifica.

Si possono utilizzare tutti i normali prodotti detergenti, compresi quelli a base di candeggina ma in questo caso avendo cura di risciacquare bene il prodotto.

ESTETICA

Il rame e le sue leghe si ossidano naturalmente, diventando più scure. Il tempo necessario per il cambiamento del colore dipende dalla lega e dalle condizioni di esposizione. In una situazione di esposizione all’interno di un edificio, apprezzabili cambiamenti di colore possono avvenire dopo alcuni anni.
L’ossidazione del prodotto non impedisce o limita l’efficacia delle proprietà antibatteriche del rame.